Quante ore della vita se ne vanno in fila

Quante ore della vita se ne vanno in fila…

Quattrocento ore di fila all’anno, una media di 26 minuti – contro i 18 del resto d’Europa – ogni volta che ci si mette in coda, trascorsi ad aspettare, assai spesso in piedi, il proprio turno. Tanto tocca mediamente attendere ad ogni italiano, cosi’ tanto che si puo’ stimare che circa cinque anni della propria vita vadano in fumo in fila.

Incolonnamenti in auto, file negli esercizi commerciali, lunghe attese pre visite specialistiche, ma soprattutto estenuanti code negli uffici pubblici. E quanto tempo perso inutilmente che, tante volte ci sara’ sovvenuto, si potrebbe impiegare in maniera piu’ utile e meno noiosa.

Il rimedio – forse meno sfruttabile per gli anziani, in genere meno avvezzi all’ausilio tecnologico – si chiama “Qurami”, un’applicazione che aggancia il proprio telefonino a quei  dispositivi che “sfornano” di continuo numeretti ed informa in tempo reale dello stato della fila, indicando quante persone hai davanti e quanto tempo dovresti attendere li’ in piedi, fino al momento in cui ti viene comunicato che sei prossimo al tuo turno.

Di certo tanto stress e nervosismo in meno e la possibilita’ di impiegare proficuamente quel tempo altrimenti di mera attesa, avendo cura, evidentemente, di non allontanarsi troppo dalla posta o dall’ufficio Inps di turno. Un caffe’ al bar, un’occhiata alle vetrine, qualche spesuccia o commissione in zona.

L’app e’ figlia della passione per la tecnologia e l’ingegno di Roberto Macina, “irritatosi” nel 2010 per aver atteso delle ore davanti allo sportello di segreteria di Roma Tre per la consegna della sua domanda di laurea. “Possibile che non esista una app che eviti di stare fermo e perdere tanto tempo?”, si sara’ chiesto.

Quel giorno ha cominciato a prendere vita Qurami e, con l’applicazione, la sua attivita’ imprenditoriale. Qurami sta a dire “Curare la fila”, essendo un ibrido fra la parola inglese “queue, fila” e l’espressione italiana “curami”. Le universita’ romane Luiss, La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, i comuni di Firenze e Trieste, le province di Roma e Milano, la Camera di Commercio di Milano, l’azienda ospedaliera Careggi di Firenze e finanche Trenitalia per tutte le stazioni dell’Alta velocita’, a cominciare da Termini, utilizzano la rivoluzionaria app.

L’adesione di una azienda o un’amministrazione pubblica secondo Macina “aumenta la soddisfazione dei clienti per il servizio e procura un beneficio per tutti, anche per gli esercizi commerciali limitrofi dove e’ possibile trascorrere il tempo in attesa che arrivi il proprio turno”.

“Qurami” ha tracciato il solco: le attese non si possono eliminare, ma le file reali si’. Evviva, quindi, quelle virtuali da fare sul computer o sul telefonino!

 Francesco Rella

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